Il disincanto ladino trova espressione nel jazz
“Encresciadum” di un regno perduto
Miti e valori crollano, resta il sogno per sfuggire alle delusioni e contraddizioni della quotidianità
Il “Laurin” dell’Enrosadira, ritratto con espressione triste sulla copertina del cd, è uno dei protagonisti di “Encresciadum”, nuova produzione musicale in lingua ladina nella quale le figure di miti e leggende dolomitiche sono rivisitate con l’occhio disincantato del nostro tempo, che vede i miti sgretolarsi e l’enrosadira impallidire.
Verrebbe da tradurre con “nostalgia”, ma il termine non corrisponde esattamente: questa è più un “desiderio di ritorno”, a casa o a tempi passati, “encresciadum” esprime piuttosto l’anelito verso qualcosa che si desidera e di cui si sente la mancanza. Questa inquietudine esistenziale dell’uomo trova la sua espressione perfetta nel jazz, in un linguaggio musicale che ha radici nel blues, canto di schiavi, che esprime lo stesso anelito, come la “saudade” o appunto “l’encresciadum”. Un linguaggio che ha sempre saputo assimilare e farsi assimilare dalle tradizioni musicali di ogni luogo dove è arrivato, mescolandosi senza confondersi.
“Encresciadum” è nato da un’idea di Enrico Tommasini, musicista jazz e presidente dell’associazione di cultura e musica “La Grenz” di Moena, con un progetto che rappresenta un’occasione importante per la lingua ladina, per confrontarsi con sonorità diverse e per uscire dai confini facendo crescere il proprio prestigio, ma anche per il jazz di pescare nelle radici culturali di un popolo, come successe in Brasile dove la contaminazione con i ritmi e la lingua locale ha dato vita alla bossanova. Il cd (distribuito da Caligola Records) si distingue per originalità ed ha saputo sviluppare organicamente un tema nel quale testi, significati e veste musicale si legano dando vita a un prodotto di alta qualità.
Il tema del disincanto, del mito che si sgretola, di Laurin ormai vecchio e inutile cui non resta che piangere, della natura che si ribella alle malefatte umane, del sogno finale di un mondo in cui regnino pace e armonia, proposto e sviluppato nei testi da Fabio Chiocchetti attraverso un dialogo continuo con le figure della tradizione culturale e musicale ladina, ha trovato in Roberto Soggetti un compositore sensibile ed entusiasta all’idea di confrontarsi con questi motivi in una lettura più moderna.
L’interpretazione canora è affidata a Silvia Donati, artista di origine bolognese legata al Brasile e alla sua musica, che con grande sensibilità e una pronuncia ladina con qualche influsso portoghese è riuscita a dare dignità artistica internazionale alla piccola lingua dolomitica. La affiancano Pietro Tonolo (sax), Roberto Rossi (trombone), Paolo Trettel (trumpet), Roberto Soggetti (piano), Marco Privato (double bass) e Enrico Tommasini (drums).
Il cd, è stato realizzato col sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e del Comprensorio Ladino di Fassa.